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Perchè scegliere una forma pensionistica integrativa

L’allungamento delle aspettative di vita, l’aumento dell’ età media della popolazione e la crescita del rapporto tra pensionati e lavoratori rappresentano in Italia, così come in altri paesi, un grave problema per i sistemi pensionistici di base. Più in particolare appare netta ed evidente la tendenza alla diminuzione delle prestazioni pensionistiche erogate dagli stessi. È quindi necessario, e sempre più lo sarà, integrare quanto verrà erogato al momento del pensionamento, cominciando prima possibile, a costruirsi una ‘pensione complementare’.


Che differenze ci sono fra previdenza obbligatoria e previdenza integrativa?

La possibilità di investire in forme di previdenza complementare (o integrativa), da affiancare alla propria pensione statale, è stata introdotta dal legislatore italiano gradualmente nel 1992, quando a predisporre fondi pensione integrativi erano solo alcune banche, aziende e istituti d’assicurazione, e solo per i propri dipendenti. La principale differenza fra i due sistemi di previdenza è l’obbligatorietà della sottoscrizione, che sussiste solo per la pensione statale: l’adesione a forme di previdenza integrativa, infatti, è completamente libera e di natura volontaria e il lavoratore, generalmente, possiede una maggiore discrezione per quanto riguarda le quote da investire e la durata delle contribuzioni. In secondo luogo, mentre la previdenza statale si basa sulla cosiddetta “ripartizione” (ossia i versamenti di tutti i lavoratori serviranno a pagare tutte le pensioni), la pensione integrativa (detta anche “di secondo pilastro”) è esclusivamente frutto delle rendite derivanti dai versamenti del singolo contribuente.

L’insieme dei versamenti effettuati e dei rendimenti realizzati dalla loro gestione finanziaria, al netto delle spese, determina progressivamente la posizione individuale di ciascun aderente, vale a dire il capitale che al termine della “fase di accumulo” rappresenterà la base di calcolo della pensione complementare. Quest’ultima verrà corrisposta nella “fase di erogazione” sotto forma di rendita. La posizione individuale è inoltre la base per il calcolo di tutte le altre prestazioni cui si ha diritto, anche prima del pensionamento.

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